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Varue ed eventuali

Gli ultimi commenti riguardano il modo in cui le agenzie “non ideali” presentano se stesse e i loro progetti ai clienti.  

Vercelli sottolinea le frequenti incongruenze tra premesse e conclusioni: “tante volte le presentazioni iniziano con scenari che raccontano di un nuovo scenario, di un nuovo tipo di consumatore… e poi quando si arriva alla proposta? Belle idee di classicissima comunicazione. E quindi? Cosa mi dici a fare che oggi tutto è diverso se poi i tuoi progetti non ne tengono conto?”  

E anche Giovine non è contento: “nelle presentazioni delle agenzie ci sono un sacco di loro “glorie”, case history del tutto inapplicabili al cliente con cui parlano e quindi non interessanti...”

Pierdominici la gira in positivo, invece: Ammiro molto chi presenta flop veri utili a rappresentare il “come non fare in questo frangente, in questo mercato e con questi soldini”, prima o poi capita di sbagliare, è veramente bravo chi riparte dagli errori e su questi costruisce veri successi.  

Lascio l‘onore della chiusura a Marco Travaglia, che l‘agenzia ideale se l‘è addirittura immaginata fisicamente: “mi aspetto che il layout degli uffici dell‘agenzia ricalchi il concetto alla base di tutto: me l‘aspetto circolare, con il media al centro…”  

Il media al centro... Molto interessante.